"Non so bene perché, ma c'è qualcosa nell'orso che induce ad amarlo"
J. O. Curwood

domenica 30 dicembre 2007

knut protagonista di un cartoon per 5 milioni di dollari

Knut, il popolarissimo orsetto polare dello zoo di Berlino fa il grande salto: per Hollywood. Sarà lui infatti il protagonista di una grande produzione cinematografica americana. A rivelarlo è la stampa tedesca: l'idea di portare prossimamente sul grande schermo il celebre animale è del produttore Ash R. Shah, scrive il quotidiano di Berlino B.Z. Sul piatto ci sarebbero già almeno 5 milioni di dollari, offerti allo zoo di Berlino per accaparrarsi i diritti e per i proventi del film. Il primo assegno della casa di produzione di Los Angeles allo zoo della capitale tedesca sarebbe di 100.000 dollari. «Restano da chiarire alcuni dettagli dell'accordo», conferma il direttore della struttura Bernhard Blaszkiewitz, che sembra tuttavia già avere le idee chiare come usare tutto il ricavato. «È pensabile ingrandire parti del giardino zoologico», spiega.
Dalle prime indiscrezioni la pellicola dovrebbe calcare le orme dei successi d'animazione quali Nemo e Shrek. Non è ancora chiaro se il plantigrado comparirà in qualche scena anche in carne ed ossa. L'ultimo blockbuster prodotto da Ash R. Shah e dalla sua casa The Animation Picture Company risale allo scorso anno con Garfield. La trama per ora rimane top secret ma il dramma dell'abbandono da parte della madre Tosca e la morte del fratello gemello saranno di sicuro i punti centrali della storia, scrive la Berliner Zeitung. Nel frattempo, arriverà a marzo nei cinema tedeschi il primo docu-film sull'orsetto dal titolo «Knut e i suoi amici».
Dai giorni della sua nascita, oltre un anno fa, il piccolo e candido Knut è stato sui giornali e le tv di mezzo mondo. Come si conviene alle star, il beniamino dei visitatori dello zoo di Berlino ha attirato milioni di curiosi, bimbi e famiglie. A livello commerciale le grandi imprese tedesche hanno fin da subito sfornato ogni genere di gadget dell'orso polare. Alcuni analisti hanno calcolato che allo zoo di Berlino Knut ha fruttato finora almeno 10 milioni di euro. Oggi l'orsetto, diventato oramai un adolescente, ha superato il quintale di peso, e il suo pelo diventato grigiastro. La sua stella, tuttavia, sembra brillare più che mai.

Fonte:corriere.it

giovedì 27 dicembre 2007

I miei regali "ursini"

Eccomi qua, sto ancora cercando di assimilare il cenone di Natale e di riprendermi dalle festività che mi hanno tenuto un pò lontano dal mio blog. Vi avevo anticipato col post precedente che vi avrei fatto vedere i regali di carattere ursino che ho ricevuto...beh, eccoli qua.

Il primo, e sicuramente più apprezzato (grazie piccola mia!") è stato un libro che io stesso ho consigliato su questo blog (effetto boomerang?) ed è "Orso" di R. E. Bieder. E' BELLISSIMO! E' come se fosse un viaggio culturale e naturale nel mondo dell'orso. Ho apprezzato soprattutto la sezione che fa riferimento allo sfruttamento dei plantigradi da parte dell'uomo, il lato più oscuro del rapporto fra "Homo" e "Ursus" e quella antitetica dell'orso "umanizzato" specchio in cui si riflettono le caratteristiche spirituali e sacre che l'uomo ha sempre ritrovato in questo fratello selvatico. Un libro ricco di spunti per ulteriori ricerche (e naturalmente ulteriori post) consigliato vivamente a tutti i lettori del Blog dell'OrsoBruno. Sempre dalla mia orsacchiotta, ho ricevuto un portachiavi della Trudi. Indovinate un pò, a forma di orsetto. Troppo carino! Guardate nella foto che musetto simpatico. La Trudi, a livello di qualità comunque non si tocca! Spinto dalla curiosità ho cercato quanti modelli di orsi esistono nelle linee Trudi, e potete farlo anche voi, cliccando qui ed inserendo nella barra di ricerca a sinistra la parola "orsi". Confesso che non amo molto i peluches ma devo ammettere che sono veramente belli! L'ultimo regalo me lo ha fatto mia sorella ed è perfetto per la mia scrivania, è un bel modello di orso bruno in plastica (non ve lo apettavate eh?) lungo circa 25 cm! Dato che è raffigurato in una posizione tipo "pesca al salmone" con la zampa anteriore alzata, mi piacerebbe renderlo più realistico...che ne dite di qualche roccia di cartapesta e un bel salmone (finto logicamente) nella zampa? Vi farò sapere...



martedì 25 dicembre 2007

Buon Natale...


Domani, in un post, vi faccio vedere quanti regali "ursini" ho ricevuto...ehehe!
Tanti auguri!!!

domenica 23 dicembre 2007

Svelato il mistero dell'orso di Hemingway

Si sa poco dell’origine di una zampa d’orso bruno inchiodata al portone di una chiesa di Avila. Salvo che quell’orso, un esemplare bruno ormai estinto nella Spagna centrale, è vissuto 400 anni fa e che lo scrittore Ernest Hemingway, all’inizio degli anni ’30, vide quella zampa o ne sentì parlare. E ne fu talmente impressionato da citarla nel suo romanzo «Per chi suona la campana» e in una lettera indirizzata al suo amico e scrittore, John Dos Passos.Per la prima volta quello che, probabilmente, fu il macabro trofeo di un cacciatore o un’offerta votiva, è stato analizzato e datato da un gruppo di esperti del Centro Mixto UCM-ISCIII de Evolución y Comportamento Humanos, con il sistema del Carbonio 14 e attraverso lo studio del Dna. Il mistero della zampa dell’orso è stato così parzialmente svelato sull’ultimo numero della rivista Molecola Ecology: l’orso cui apparteneva faceva parte della fauna della Sierra de Gredos, dove ormai sono scomparsi. Ed è stato ucciso più o meno quattro secoli fa, uno dopo la costruzione della chiesa di Navacepeda de Tormes, vicino ad Avila, un villaggio conosciuto il suo magnifico ponte di pietra sul fiume Tormes. Da qui deve essere passato Ernest Hemingway nel giugno del 1931, cinque anni prima che scoppiasse la guerra civile.
Nel suo romanzo dedicato al conflitto, Anselmo, uno dei vecchi partigiani repubblicani, racconta che nel portone della chiesa del suo paese è inchiodato l’artiglio di un orso che lui stesso aveva ucciso nella primavera precedente. Descrivendo le montagne del sistema centrale spagnolo a Dos Passos, in una lettera, Hemingway menziona la chiesa e il suo lugubre decoro. La leggenda locale l’attribuisce alla pronta reazione di un falegname che si era difeso dall’aggressione di un orso mozzandogli una zampa con la sega elettrica e che poi aveva attaccato l’artiglio all’ingresso della sua chiesa, «per grazia ricevuta». Dalle testimonianze dello storico di fine ‘500 Gonzalo Argote de Molina, il re Filippo II fu uno degli ultimi cacciatori di orsi della zona, quando ancora era principe, attorno alla metà di quel secolo. I tempi coincidono

giovedì 20 dicembre 2007

Comunicato stampa dell'Associazione No alla caccia sull'incontro col Presidente Dellai

Finalmente il tanto atteso incontro con Dellai è arrivato. Purtroppo ha completamente distrutto le timide speranze che avevamo per Jurka... lei libera, per Dellai, non lo sarà più! E questo proprio per volontà del Presidente della Provincia Autonoma di Trento, che ha affermato di aver agito in piena consapevolezza e con senso di responsabilità. Ha anche affermato, che essendo il Trentino una provincia autonoma, ha potuto decidere di rinchiudere Jurka nel recinto di San Romedio, anche senza il permesso del Ministero dell'Ambiente e anche se questo, non l'avrebbe ritenuto adeguato per rinchiudervi un orso selvatico, che è un animale particolarmente protetto dalla legge. Questo è la riprova che non c'è stato alcun rispetto dell'animale e delle sue esigenze...e nemmeno rispetto delle leggi italiane che tutelano l'orso quale animale protetto; Jurka si avvicinava troppo alle case, ha osato entrare in qualche centro abitato, ha cercato cibo nella spazzatura e per questo è stata punita!

A primavera Jurka verrà spostata al Casteller, un altro recinto, grande meno di un campo da calcio, per qualche ora forse potrà sognare di essere di nuovo libera, fino a quando altri fili elettrici e sbarre insuperabili, le faranno capire presto di essere sempre in prigione. Purtroppo sembra che i politici non siano più umani, che abbiano separato il cuore dal cervello, che ragionino solo in termini di dati, di sondaggi, di protocolli, che non siano in grado di ammettere i propri sbagli, che si approprino arrogantemente il diritto di decidere della vita di un essere che non ha commesso alcun crimine. Jurka reclusa, per i politici trentini e responsabili progetto Life Ursus, è un problema piccolo, per noi, associazioni animaliste, è un atteggiamento inaccettabile, che dimostra l’incapacità di andare alla radice dei problemi e risolverli e non semplicemente accontentarsi di accantonarli. Dimostra la mancanza di capacità di provare empatia, di riconoscere il diritto alla vita di ogni essere e di preferire, invece, la via del profitto in termini economici o d'immagine personale. Il Presidente Dellai ha perso le staffe, quando, da noi, gli è stato fatto notare, che la sua decisione di recludere Jurka gli ha tolto consensi, da parte dell’opinione pubblica trentina e non solo e non di certo aggiunti; infatti, ogni persona di buon senso, che abbia un minimo di cuore, ha capito e molti lo hanno dimostrato firmando la petizione per la liberazione di Jurka, che dietro la sua reclusione, si nascondono, da parte dei politici trentini, calcoli egoistici e egocentrici e che dietro al progetto Live Ursus si mischiano interessi, che non tengono in alcun conto del benessere e del diritto alla libertà, degli animali. La sua arrabbiatura dimostra, che è stato colpito in un punto doloso. Vediamo se Dellai riuscirà, ad usare l’intelligenza e cambiare il suo atteggiamento.

Le seguenti domande, che ieri abbiamo anche portato al Presidente Dellai, sono rimaste, fino ad ora, senza una risposta: Che fine hanno fatto i figli di Jurka? Perchè è stata narcotizzata di nascosto il 13 ottobre e la versione ufficiale di quello che le è stato fatto è stata data solo 8 giorni dopo? (Prima nessuno sapeva niente, nemmeno Masè e Zanin, che ieri hanno dichiarato che l'intervento di sterilizzazione è una pratica normale) Cosa faranno quando gli orsi raggiungeranno il numero di 50 unità come previsto dal progetto? Come pensano di contenere le nascite?

Il Presidente Marcello Dell’Eva

domenica 16 dicembre 2007

Fiaccolata per Jurka

TRENTO SABATO 22 DICEMBRE ORE 16.30
FIACCOLATA PER JURKA
E TUTTI GLI ANIMALI COSTRETTI A VIVERE
IN SPAZI RISTRETTI O IN GABBIA

Aprirà il corteo uno striscione con la frase:

"JURKA E' IL SIMBOLO DELLA SOFFERENZA DI TUTTI GLI ANIMALI"

Ritrovo ora 16.30 davanti al Palazzo della Regione (di fronte alla stazione dei treni) e partenza alle ore 17.00. Il corteo si snoderà per le vie del centro storico, dove faremo delle soste per diffondere informazioni sulla sofferenza di Jurka e di tutti gli animali imprigionati nelle gabbie degli allevamenti intensivi, destinati ad essere uccisi brutalmente nei macelli per soddisfare l'ingordigia dell'uomo.

Uniamoci, per dare una voce a Jurka e a tutti gli animali che soffrono a causa dell'egoismo e della freddezza di cuore della maggior parte degli uomini.

Promuovono le Associazioni:
Movimento Vegetariano No alla Caccia, Lav, Lac, Enpa, Animalmente, Oipa.

Bruno protagonista di un film

Senso di colpa o colpaccio cinematografico? Bruno, l'orso vagabondo che dal Trentino era arrivato in Baviera, sarà il protagonista di un film. L'animale fu ucciso senza pietà a giugno 2006 e presto sarà esposto nel museo 'Uomo e natura' del castello di Nynphenburg a Monaco di Baviera.
Il giovane orso, ancora adolescente anche se gia' pesava 110 kg quando fu abbattuto dai cacciatori bavaresi, per alcune settimane si è aggirato sulle Alpi tra Austria e Germania e le sue peregrinazioni saranno ora filmate, secondo quanto scrive oggi il quotidiano tedesco Bild Zeitung, per la regia di Xaver Schwarzenberger, con Marie Bauemer e Harald Krassnitzer come protagonisti.

Mah! No comment

mercoledì 12 dicembre 2007

Grigioni: l'orso è salvo...forse

Proprio ieri avevo postato un articolo da Ticinonews in cui si affermava:
"Il governo grigionese non deve far sì che il cantone diventi una zona senza orsi: dopo un veemente dibattito, il Gran Consiglio di Coira ha infatti respinto oggi, per 82 voti a 26, un atto parlamentare in tal senso, sostenuto soprattutto da ambienti agricoli e del turismo."
Oggi, sempre Ticinonews scrive invece:
È giunta l'ora del letargo per i due orsi bruni entrati nei Grigioni lo scorso giugno. In leggero ritardo a causa del tempo mite di novembre, i due plantigradi si sono definitivamente abbandonati fra le braccia di Morfeo. Ma per uno di loro, "JJ3", si prospetta forse un brutto risveglio a primavera: se dovesse di nuovo avvicinarsi alle zone abitate, ad attenderlo, al posto delle margherite, ci potrebbero essere le pallottole. Le autorità retiche hanno optato per la tolleranza zero nei confronti di "JJ3". Se l'orso, che porta un collare munito di trasmettitore, si dovesse ripresentare di nuovo in zone abitate, potrebbe essere abbattuto, ha affermato oggi il consigliere di Stato grigione Stefan Engler in una conferenza stampa. Le operazioni dissuasive, a suon di proiettili di gomma, non hanno avuto l'effetto desiderato e l'orso ha continuato a gironzolare nelle vicinanze dei centri abitati, ha detto Engler. Questi ha inoltre confermato che ci sono state discussioni per "rimpatriare" l'orso in Italia. Ma invano: "nessuno lo rivuole".
Non vi sembra un pò contraddittorio? Povero JJ3!

Jurka personaggio dell'anno?

Su Trentinocorrierealpi.repubblica.it è in corso un sondaggio per il personaggio dell'anno. Fra le candidature ce n'è una che spicca in modo particolare, l'orsa Jurka. Un'orsa può essere personaggio dell'anno? Io dico di si. Ci ha insegnato molto in quest'ultimo periodo: prima di tutto che gli animali sono esseri viventi e come tali devono essere rispettati, soffrono e si disperano come noi. Ma l'orsa Jurka ci ha fatto capire anche che l'uomo sa essere a volte più crudele degli animali che teme. Jurka è riuscita a muovere masse di persone che volevano (e vogliono ancora) la sua liberazione ed è divenuta il simbolo di chi, a causa della sua diversità, viene rinchiuso e messo a tacere. Jurka non ha voce, ma ha occhi espressivi...e a volte uno sguardo può dire molto...se Jurka nella classifica provvisoria è prima con il 30% dei voti un motivo c'è.

Vi invito quindi a votarla nel sondaggio per ricordare che lei è ancora lì, chiusa nel suo angusto recinto,

in attesa...

Per votare Jurka cliccate QUI


martedì 11 dicembre 2007

Libri: ORSO di R. E. Bieder

ORSO
di Robert E. Bieder
(insegnante presso il Dipartimento di Storia e presso la Scuola di affari pubblici e ambientali della Indiana University of Bloomington. )

Editore: Apogeo
Data di Pubblicazione: 2007
Collana: Urra
ISBN: 8850325312
ISBN-13: 9788850325313
Pagine: 186-XVI
Prezzo: € 13.00

E' un incontro tra i miti e le leggende, dove si scopre che per i Nativi Americani l’orso è uno dei protagonisti della creazione; è un percorso sul difficile rapporto che è sempre esistito tra uomo e orso, è una rappresentazione della figura dell’orso nella letteratura, come dimenticarsi de “I libri della giungla”, nel cinema e nell’arte, si racconta, per esempio, come nacque il famoso e amatissimo Teddy bear, compagno dei sonni di molti bimbi.
Ma è anche una denuncia del commercio e della caccia terribile che questi animali hanno subito nel corso dei secoli e continuano a subire ancora oggi, nonché dei maltrattamenti che gli vengono inflitti nei circhi, negli zoo, negli spettacoli, nei combattimenti. Fino ad arrivare alle tavole asiatiche dove la zuppa di zampe d’orso viene servita come una vera leccornia.
Insomma, un percorso di vita difficile, spesso crudele e dove, come al solito, l’animale ne esce grande e maestoso e l’uomo piccolo e gretto.
Infine, è un omaggio alla vita dei nostri orsi nei parchi italiani, parchi italiani che, ultimamente, tra Jj1 ucciso in Germania nel 2006, un altro orso italiano ucciso in Croazia e Bernardo con la sua compagna e il suo cucciolo avvelenati poco tempo fa nel parco degli Abruzzi, hanno subito un duro colpo e ad Animals Asia Foundation, per cui Edizioni Apogeo ha creato un segnalibro con le foto degli orsi della Luna, che si trova all’interno del libro, associazione che si occupa di ridare libertà e dignità a migliaia di orsi rinchiusi in piccolissime gabbie per la terribile pratica della mungitura della bile.
...”Poco tempo fa, in Finlandia, un uomo che stava raccogliendo mirtilli alzò lo sguardo e vide una femmina di orso con due cuccioli che vagava ai confini del bosco. Spaventato si bloccò…L’orsa si avvicinò lentamente, lo annusò e poi, prima di andarsene, gli leccò la faccia. I Nativi Americani avrebbero visto in questo incidente una sorta di incontro spirituale, un segnale di affinità. Quest’uomo, invece, reagì andando a prendere il suo fucile. Fortunatamente per l’orsa, l’uomo una volta trovato il fucile non trovò più l’animale….”
Ringrazio Daniela per la segnalazione.

Idee regalo per Natale (2)

Ecco un'altra idea per i vostri regali di Natale all'insegna della protezione dei nostri amici plantigradi. Ecotour che opera nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise organizzando escursioni, corsi, attività sportive e culturali. Ma Ecotour è impegnata anche nella protezione della natura attraverso la raccolta di fondi grazia alla vendita di gadget e linee di abbigliamento.

"Save the Marsican Bear" è la campagna organizzata dall'Ecotur in collaborazione con il Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise in difesa dell'Orso bruno marsicano. L'Ecotur ha deciso di raccogliere l'invito, di organizzare la campagna e di farsi garante della buona riuscita del progetto. L'obiettivo è di raccogliere 10.000,00 euro che saranno destinati al risarcimento e alla prevenzione dei danni da orso: al bestiame domestico, all'apicoltura, agli animali da cortile e alle colture agrarie. Nel 2002 11 nuove recinzioni elettrificate, costate 6.000,00 euro, hanno consentito una riduzione dei danni del 40% garantendo un risparmio di circa 27.000,00 euro.

Come aderire al progetto: acquistando la t-shirt, per adulti o per bambini, lo zainetto o il cappellino appositamente stampati per questa campagna si contribuirà con 1,00 euro per ogni articolo.
  • Le T-shirts sono sia per adulti che per bambini con taglie che vanno dalla XS fino alla XL ( adulti ) e dalla XXS alla XL 8 ( per le junior ); costo €.18,00 cad. e sono in cotone biologico ed equosolidale;
  • Cappellini sia per adulti che per bambini costo €. 16,00 cad. e sono in cotone biologico ed equosolidale;
  • Zaini costo di €. 40,00 cad.;
Gli articoli sono in vendita preso la Bottega di Gaia, oppure potere richiederle tramite e-mail al nostro indirizzo di posta elettronica informazioni@ecotur.org.

T-scrivo è una giovane casa editrice. Il suo punto di forza, il suo elemento di differenziazione risiede nella pubblicazione periodica omonima "T-scrivo", che ha la caratteristica di essere stampata anche su T-shirt. Ha pubblicato numerosissimi titoli dedicati alle emergenze naturalistiche del nostro paese. Un vero progetto di educazione e di promozione ambientale rivolto a quanti amano e intendono proteggere la natura. "Io vivo nel Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise" in quel maestoso ambiente naturale appenninico che si estende per 500 kmq nel cuore d'Italia, vive una fauna autoctona di interesse straordinario. I protagonisti più importanti sono il Camoscio d'Abruzzo, che si lascia vedere con relativa facilità, il Lupo, la Lince e il rarissimo, poderoso Orso bruno marsicano, tutt'altro che avvicinabile... E' lui, il sogno di tutti i naturalisti! Lo vorrebbero ammirare almeno una volta. Il grande plantigrado è riuscito miracolosamente a sopravvivere a cacce spietate. Ora si muove tra i faggi delle foreste del Parco... Questa collana è stata realizzata in collaborazione con l'Ente Nazionale Parco d'Abruzzo Lazio e Molise.



"Io vivo in Abruzzo" è il nome della collana di 32 cartoline e 4 poster stampati su carta di canapa italiana Raggio Verde. Nessun albero è stato abbattuto per questa esclusivissima carta ottenuta dalla pasta di cellulosa ricavata dalla canapa!

"Io vivo in Abruzzo" e "Io vivo nel Parco Nazionale d'Abruzzo" sono disponibili anche con la nuovissima linea di magneti da collezionare: 6 soggetti magnificamente interpretati dall'illustratore Stefano Maugeri e 12 dal fotografo naturalista Marco Melodia. Vuoi ricevere il materiale? Per inoltrare la richiesta clicca qui!


Grigioni: l'orso è salvo

Il governo grigionese non deve far sì che il cantone diventi una zona senza orsi: dopo un veemente dibattito, il Gran Consiglio di Coira ha infatti respinto oggi, per 82 voti a 26, un atto parlamentare in tal senso, sostenuto soprattutto da ambienti agricoli e del turismo.
Sotto tiro c'era l'orso "JJ3" che vive nella valle dell'Albula. Il plantigrado "problematico" ha già ucciso pecore e più volte è andato in cerca di cibo nelle pattumiere di zone abitate nei pressi di Lenzerheide. Il suo fatellastro "MJ4", residente in Engadina, ha invece un atteggiamento estremamente discreto ed è ben difficile da avvistare.
I due orsi bruni, entrati nei Grigioni lo scorso giugno, sono costati finora circa 250'000 franchi al cantone: circa 200'000 per i guardacaccia e 50'000 per danni vari, tra cui i risarcimenti per la sessantina di animali (soprattutto pecore), sbranati dai plantigradi. L'80% di questi costi saranno però assunti da Berna.
Secondo i sostenitori della proposta nei Grigioni non c'è posto per gli orsi e il goveno di Coira deve rimettere in questione le convenzioni firmate da Berna per la tutela degli animali selvatici. Inoltre è "un'idiozia" spendere i soldi dei contribuenti per riparare i danni provocati dagli orsi.

Fonte: Ticinonews

lunedì 10 dicembre 2007

Pioggia di orsacchiotti

giovedì 6 dicembre 2007

Una mostra per gli orsi della Luna

Milano, dal 7 dicembre al 24 dicembre 2007 presso Carré viale Papiniano 38, Milano Mancano pochi giorni all’inizio della mostra fotografica che avrà come tema i bellissimi orsi della luna, orsi che vengono tenuti in gabbie piccolissime per tutta la loro esistenza e vengono munti della propria bile almeno due volte al giorno. E’ una pratica crudele e assolutamente inutile; inoltre, pensate come si può considerare un rimedio curativo la bile estratta da un orso stressato, che soffre terribilmente?! Il sipario si aprirà il giorno 7 dicembre c.a., presso Carrè, dove la mostra resterà fino al 24. Inoltre, i giorni 10/11 e 17/18 una parte significativa degli incassi verrà devoluta a Animals Asia Foundation. Dalle 17.00 alle 20.00 verrà offerto un aperitivo con piccoli apetizers. Questa campagna di sensibilizzazione sarà un modo per far conoscere questo orrore, sconosciuto ai più, e soprattutto far conoscere Animals Asia Foundation, Associazione che si batte per ridare la libertà e la dignità agli orsi della luna, così chiamati per la luna d’oro crescente che sembra nascere sul loro petto. Potete visitare il sito web www.animalsasia.it per saperne di più; e scrivere a danibellon@libero.it per qualsiasi informazione. Grazie per l’attenzione, anche da parte degli orsi, più di 10.000, che in questo modo non vengono dimenticati rinchiusi nel loro dolore. Un grazie di cuore a tutti coloro che vorranno unirsi a noi.

Daniela Bellon
Animals Asia Foundation

Gli orsi del Katmai National Park

Una mia cara amica, Donatella, alla fine dell'estate, è partita per la fredda Norvegia col progetto Erasmus. Fra i suoi tanti nuovi amici ce n'è una in particolare che invidio moltissimo, si chiama Kristin Hoelting.
Kristin vive in Alaska e ora si trova in Norvegia per studiare i salmoni. Kristin, nel suo studio ha avuto la fortuna di assistere ad uno spettacolo che, grazie a questi video gentilmente "regalati" al Blog dell'OrsoBruno (thanks Kristin!), potremmo vivere, anche se in misura minore, tutti noi. Le riprese sono state eseguite nel Katmai National Park, in Alaska, un paradiso naturale ricco di fauna e di storia. Se volete saperne di più cliccate sul link.
Ora lustratevi gli occhi e spero che questi video emozionino voi come hanno emozionato me...buona visione!








Il "Pan dell'Orso" sempre più buono

Il marchio Pan dell’Orso, il noto dolce artigianale prodotto dalla ditta Di Masso di Scanno (AQ), aiuta l ’orso marsicano del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Dopo i recenti fatti di cronaca, che hanno visto come vittime tre esemplari di orso marsicano, e che hanno scosso l ’opinione pubblica nazionale, l’azienda ha voluto dare un segnale forte di impegno verso la tutela della natura abruzzese in generale e marsicana in particolare. Ha infatti firmato una convenzione con il Parco, in base alla quale una parte del ricavato dalla vendita dei suoi prodotti, oltre a una somma gi à versata, sarà destinata al progetto “Orso Marsicano”, finalizzato alla salvaguardia del prezioso plantigrado, simbolo del Parco più famoso d’Italia. Naturalmente, più confezioni di Pan dell’Orso saranno vendute, più alto sarà il contributo che la Ditta verserà a favore del Parco. L’azienda Di Masso, con sede nel famoso paese abruzzese ai margini del Parco, e profondamente radicata nel territorio in cui opera, per questo vanta il primato, come realtà imprenditoriale, di aver compreso per prima l’importanza di impegnarsi nella protezione dell’orso. L’operazione “Orso Marsicano” finanzierà varie attività legate alla difesa del mammifero e del suo habitat. A supporto dell’operazione, l’azienda ha realizzato una campagna radiofonica che andrà in onda per tutto il mese di dicembre sulle principali emittenti abruzzesi. Gli spot, caratterizzati da un linguaggio ironico e divertente, avranno il doppio obiettivo di spingere i consumatori ad acquistare il prodotto e collaborare concretamente all ’iniziativa.

mercoledì 5 dicembre 2007

Knut compie un anno, ma c'è il piccolo Fu Long all'orizzonte

La vita di Knut era cominciata con le difficoltà dovute all'abbandono da parte della madre e la morte del fratello gemello. Oggi le cose si sono certamente sistemate e l'orsetto, star dello zoo di Berlino, può festeggiare con serenità il primo anno di vita. Per l'occasione non è mancata la torta, con tanto di candelina e gli auguri da parte del "padre adottivo" Thomas Doerflein, l'esperto inserviente dello zoo berlinese che gli è stato accanto e l'ha aiutato a crescere sin dalla nascita. Senza di lui, probabilmente Knut non sarebbe sopravvissuto.
Dalla sua nascita il numero dei visitatori allo zoo di Berlino è cresciuto di mezzo milione in un solo anno. Da non dimenticare poi i numerosi contratti con imprese tedesche, per i diritti sugli oggetti collegabili all'orso polare. Qualcuno calcola che egli ha fruttato circa 10 milioni di euro allo zoo di Berlino. Ora, arrivato all'adolescenza e superato il quintale di peso, Knut sta cominciando una carriera da simbolo degli ambientalisti: intanto a maggio prossimo sarà la mascotte della conferenza sulla difesa delle specie minacciate, che si terrà a Bonn. Fino all'estate prossima resterà sicuramente allo zoo di Berlino, dove qualcuno già si sta preoccupando di trovargli una compagna per quando sarà arrivato alla maturità sessuale e potrà dare il suo contributo alla perpetuazione della specie degli orsi polari: secondo gli esperti è una specie a rischio di estinzione, in tutto sarebbero rimasti solo 25.000 orsi polari in libertà.

Ma se l'orsetto dello zoo di Berlino è ormai cresciuto, a Vienna c'è un panda ancora troppo piccolo per fare il suo debutto in pubblico. Ma è già una celebrità, in pieno stile Knut. E da oggi ha anche un nome: si chiama Fu Long, versione in mandarino dell'augurale 'dragone felice'.
Il nome gli è stato dato in una cerimonia alla quale hanno preso parte il ministro degli Esteri austriaco Ursula Plassnik, l'ambasciatore cinese e una delegazione ufficiale giunta da Pechino. Parterre d'eccezione per uno zoo, nonostante la prevista assenza del festeggiato. Sono in pochi ad aver potuto vedere finora il cucciolo, nato a fine agosto da due panda arrivati in prestito dalla Cina. Ma l'immagine di Fu Long, finora senza il nome, imperversa da mesi sui media austriaci e campeggiava anche oggi nello zoo di Schoenbrunn, rilanciata in versione oversize da un maxi schermo. Il nome è anche un segno del destino che attende Fu Long. Tornerà nella Patria dei suoi genitori, ha annunciato l'ambasciatore Wu Ken guastando un po' la festa: "Perchè? Perchè quando un panda arriva a 2 anni d'età ha bisogno di trovare una compagna". Mancano una ventina di mesi, ci sarà tempo di smaltire la fila a Vienna.

Volete sapere tutto di Knut, allora cliccate QUI

Orsi e sciamani: una mostra da non perdere

Un appuntamento da non perdere per quanti si interessano di mitologia e, in particolare, della simbologia dell’orso, particolarmente avvincente nelle culture del Grande Nord.
La mostra Orsi e Sciamani inaugurata il 30 novembre nelle sale del Museo di Storia Naturale in Borgo degli Albizi, a Firenze è stata realizzata con la collaborazione dell’Università di Helsinki. Resterà aperta fino al 29 febbraio.
Sciamanesimo e culto dell’orso fanno da filo conduttore in un viaggio verso il fascinoso, mitico grande nord. Il percorso della mostra ricostruisce attraverso: maschere rituali, strumenti musicali, statue, immagini la presenza dell’orso nelle culture artiche e subartiche, i cui miti e i caratteri antropologici sono caratterizzati dal culto di animali particolarmente significativi e potenti, come l’orso.
L’ identificazione tra l’uomo e orso, patrimonio della cultura sciamanica, simboleggia il rapporto contraddittorio dell’uomo con la natura, infatti, l’orso è temuto ma anche ammirato e guardato con simpatia da tutti i popoli della galassia uralo-altaica.
Nell'allestimento della mostra si sviluppano i temi dello sciamanesimo tra i popoli del nord, insieme alla pratica dell'uccisione rituale dell'orso, diffusa dall’Europa all'Asia artica fino agli Ainu di Hokkaido.
L’orso è temuto e rispettato, ucciso e venerato. Infatti, occorreva placare l’ira dell’animale sacro perché è importante che gli orsi uccisi siano in pace con la comunità. In quanto essi hanno aspetti terrificanti e altri “positivi”, come il coraggio, la lealtà.
Questo animale, così amato dai popoli di tutto il mondo, simboleggia una rinascita continua della natura. L’orso ha un orologio biologico che lo fa uscire dal letargo all’inizio di ogni primavera, risvegliandosi insieme ai fiori e alle piante.
La Siberia e, in particolare, la parte centrale, abitata dai Tungusi è la culla dello sciamanesimo, poi diffuso presso le culture dell’Asia centrale, dell’America settentrionale e dell’Oceania. Lo sciamano è il depositario dei saperi di quei popoli caratterizzati da uno stretto rapporto con la natura. È, infatti, la persona che maggiormente riesce a vivere in spiritualità con il mondo naturale circostante, conoscendo le regole di equilibrio e armonia. I suoi saperi spaziano dalla mitologia alla medicina. Sciamanesimo e culto dell’orso appartengono a società intimamente collegate alla natura e agli equilibri delle forze che la compongono. Il patrimonio contenuto in un museo di storia naturale non può che essere utilizzato in direzione di un allargamento della conoscenza. Questo in fondo è il fine ultimo di questa mostra.
In un mondo spesso distruttivo di culture locali, può costituire un contributo al rapporto armonico uomo-ambiente, indispensabile per la salvaguardia del nostro pianeta e della sua articolata diversità. La mostra si avvale del ricco materiale, della sezione di Antropologia ed Etnologia del Museo di Storia Naturale insieme ai reperti provenienti dalle collezioni finlandesi. Oggetti che sono una testimonianza etnologica rarissima.
Molti reperti e documenti conservati a Firenze provengono da viaggi intrapresi nella seconda metà dell'ottocento da Stephen Sommier e Paolo Mantegazza. I due scienziati viaggiarono insieme attraverso la Lapponia nel 1879. Nel 1880 Sommier intraprese un altro viaggio verso nord che lo avrebbe portato a conoscere la parte della Siberia artica. Gli Ainu di Hiokkaido sono documentati con rarissimi reperti donati al Museo da Fosco Maraini, una collezione scientificamente importantissima.
La mostra è affiancata da un fitto calendario di eventi collaterali, che includono conferenze, visite guidate, proiezioni di film, eventi tutti dedicati ai bambini e laboratori speciali per le scuole.

martedì 4 dicembre 2007

Finalmente disponibile il CALENDARIO DELL'ORSO BERNARDO!!!

Ci siamo fra qualche giorno sarà disponibile il Calendario dell'orso Bernardo per tutti e soprattutto per tutte le zone d'Italia!!

Il prezzo del calendario è di 3,90 euro, mentre le spese di spedizione a mezzo corriere espresso sono di 5,90 euro

TOTALE 9,80 euro (per più copie le spese di spedizione rimangono invariate).

Il versamento deve essere effettuato a mezzo c/c postale n. 15997653 intestato a Finegil Editoriale S.p.A. Via Michelangelo 18 - Pescara

N.B. --> Nella casuale del versamento dovete inserire il numero delle copie che volete ricevere e l'indirizzo alla quale volete riceverle.
State attenti con la quota del versamento, calcolate bene l'importo da versare! Ricordate che indipendentemente dal numero delle copie ordinate le spese di spedizione non cambiano:

se si vogliono ordinare due copie
, ad esempio, il costo sarà di:
  • 2 calendari = 3,90 euro x 2 = 7,80 euro
  • Spedizione ......................... = 5,90 euro
-------------------------------------------------------------------------------------
  • Totale ..................................= 13,70 euro
Vi consiglio per accelerare l'invio del calendario di inviare via fax la ricevutadel versamento al n. 0854216715


Buon calendario a tutti!!!!

Idea regalo per Natale

I “cugini” Arctos vivono in Italia da molti anni, il marsicano preferisce vivere sull’Appennino centrale mentre quello bruno europeo predilige le Alpi. Per loro la vita non è semplice: da un lato la frammentazione di boschi, sulle Alpi come sulla catena Appenninica, ha fatto diminuire drasticamente l’estensione del territorio dove trovare cibo e riprodursi. Ma c’è anche un altro pericolo in agguato: il bracconaggio contro il quale i nostri amici però possono fare poco, siamo noi che possiamo e dobbiamo frenarlo. Inserito nella Direttiva Habitat 92/43/CEE Allegato II come specie prioritaria in via di estinzione, l’orso quotidianamente continua ad essere vittima del bracconaggio e della frammentazione del suo ambiente naturale.Nonostante la legislazione ne vieti l'uccisione, l’orso è ancora nel mirino di bracconieri: nell’Italia centrale l’87,5% delle cause di mortalità è dovuta all’uomo, in particolare oltre il 40% è conseguenza diretta del bracconaggio. Salvare l’orso significa mantenere in vita l’ambiente nel quale vive e tutte le specie animali che coabitano con lui, è l’indicatore naturale dello stato di salute di un ambiente forestale. Per ridurre i conflitti uomo-orso reclutiamo speciali “avvocati dell’orso”: veri e propri mediatori tra gli Enti pubblici e chi vive nei territori frequentati da questa specie. In tutta Italia sviluppiamo progetti per mantenere il più possibile integri e protetti gli ambienti dove vive: se l’orso riesce a trovare un habitat ecologicamente sano e ricco di prede anche i conflitti con agricoltori e allevatori diminuiscono. Anche tu, se vuoi, puoi aiutare il WWF a difendere l’orso. Adotta i “cugini” Arctos: ci permetterai di continuare i nostri progetti di tutela e di ricerca. Per far vivere l’orso servono almeno 20 € all'anno: sono soltanto 5 centesimi al giorno, e permettono al WWF di continuare il proprio impegno contro il bracconaggio, di sostenere la ricerca e la vigilanza e di sostenere eventuali emergenze o spese mediche per la cura di esemplari feriti. Per adottare i cugini Arctos, compila il modulo di richiesta di adozione e riceverai a casa tua il certificato di adozione e tutte le informazioni su quello che il WWF sta facendo per proteggerlo. Se poi vuoi fare ancora di più, adotta anche un’altra specie animale, come il lupo oppure l’elefante: insieme possiamo fare molto per difendere le specie animali che rischiano la vita a causa dell’uomo. Oppure, regala un’adozione a familiari e amici in occasioni particolari (compleanni, ricorrenze, etc.). Il WWF invierà a nome tuo il pacchetto adozioni alla persona che ci avrai segnalato (entro 15 giorni circa). Immagina la loro sorpresa quando scopriranno di aver adottato, grazie a te, un vero orso! Scegli, qui sotto, se adottare per te oppure regalare una o più adozioni. Subito dopo potrai scegliere tra diverse comode modalità di pagamento. Grazie del tuo aiuto

PER ADOTTARE I CUGINI ARCTOS CLICCA QUI
Mi raccomando avete tempo fino al 10 Dicembre!


Se invece vuoi adottare un panda clicca QUI

Per adottare altri amici come la tigre, il delfino, la tartaruga, il lupo, il gorilla o l'elefante clicca QUI

lunedì 3 dicembre 2007

Anche le Marche nel PATOM

La giunta regionale delle Marche, su proposta dell'assessore all'Ambiente, Marco Amagliani, ha aderito al Protocollo d'intesa per la redazione del Piano d'azione interregionale per la tutela dell'orso marsicano (Patom). "Si tratta - si legge in una nota della Regione - di una specie particolarmente significativa e protetta dall'attuale quadro normativo nazionale ed internazionale, perché le sue esigenze ecologiche sono connesse alla disponibilità di ampie aree di habitat idonei. Lo status di conservazione della popolazione degli orsi nel centro Italia è particolarmente critico. Per questo il Protocollo è uno strumento che permette una collaborazione tra amministrazioni per realizzare il monitoraggio, la conservazione e la gestione degli orsi marsicani. All'intesa hanno aderito il ministero dell'Ambiente, le regioni Lazio, Abruzzo, Molise, le Province, gli Enti parco, l'istituto nazionale Fauna Selvatica, il corpo Forestale, l'Università di Roma, la federazione italiana Parchi e riserve naturali e le Associazioni ambientaliste. Recentemente anche il Parco nazionale dei Monti Sibillini, la cui superficie ricade in parte nel territorio marchigiano, ha aderito al Patom ed esemplari di orso sono stati segnalati all'interno di questa area. Ora anche la Regione Marche aderisce al Protocollo e insieme alle altre regioni italiane ed enti cercherà di raccordare le azioni da intraprendere per proteggere questo grande mammifero"

Fonte: ASG Media

Il grande rifiuto...

L'amico Marcello Dell'Eva del movimento No alla Caccia mi porta a conoscenza dell'ultimo atto di una delle cause che stanno più a cuore al Blog dell'OrsoBruno, quella dell'orsa Jurka. Jurka è un'orsa slovena reintrodotta in Trentino che a causa del suo carattere troppo "curioso" è oggi rinchiusa all'interno di un angusto recinto lontana dai suoi boschi e dalla vita selvatica. Oltre al danno poi la beffa, Jurka qualche settimana fa è stata sterilizzata. Il movimento di Marcello ha raccolto quasi 20.000 firme per la liberazione di Jurka e aveva ottenuto un incontro, oggi 3 dicembre, col presidente della Regione Dellai, per discutere della sorte dell'orsa. A quanto pare il Presidente aveva di meglio da fare...

Ecco la lettera in risposta al "Gran rifiuto":

Egregio Presidente Dellai
Le scriviamo tramite i giornali visto che non ci dà la possibilità di parlarle direttamente!
Ci aveva concesso un appuntamento per il prossimo LUNEDI’ 3 DICEMBRE; lo abbiamo aspettato più di due mesi in quanto avevamo il desiderio di consegnarle le firme raccolte a favore di Jurka e sentire da Lei quanto, come e quando avrebbe mantenuto le promesse di restituire a quest’orso una vita degna di chiamarsi tale… Oggi con una semplice telefonata, lo ha disdetto! E sembra che sarà difficile ottenerne un altro entro la fine dell’anno….
Vogliamo farle presente che insieme a noi ha rifiutato di ricevere 17.883 persone che rappresentiamo con le firme che Le vogliamo consegnare (delle quali più di 5.000 abitanti del Suo Trentino) e altre migliaia che hanno firmato on-line… per cui ci sembra una grave mancanza; veramente dobbiamo credere che in questi 4 mesi non ha potuto e non può trovare 30 minuti da dedicarci?!
Aver rinchiuso Jurka in uno spazio del genere è stato uno sbaglio che non trova alcuna giustificazione! Lasciarla penare in quella fossa umida, dove il sole non può arrivare è una crudeltà di cui solo cuori induriti possono essere capaci! Pochi uomini sentono le grida degli animali, per la maggioranza essi non hanno alcun diritto e l’indifferenza mostrata verso Jurka ne è la conferma! Siamo responsabili per ogni essere vivente a cui togliamo il diritto di vivere una vita conforme alla sua specie, siamo responsabili di tutte le atrocità a cui sono sottoposti gli animali per i nostri vantaggi, non ci stancheremo di dare voce a chi non ha voce e il nostro grido JURKA LIBERA non verrà soffocato!
Egregio Presidente Dellai, La riteniamo responsabile per la vita e la sofferenza a cui è sottoposto questo animale che non ha chiesto a nessuno di venire in Trentino, quando viveva libero in Slovenia. Certamente Jurka avrebbe corso il rischio di essere uccisa per mano di un cacciatore, un rischio forse meno doloroso ed umiliante della lenta agonia a cui Lei l’ha condannata in solitudine e noia all’interno di un angusto recinto! Quale colpa ha commesso Jurka? Solo quella di aver avuto dei figli da sfamare e un ambiente non più adatto ad animali della sua specie.
Se i piccoli e grandi problemi del Trentino vengono affrontati con la stessa fredda logica del profitto con cui è stata trattata Jurka, siamo davvero in una triste situazione.
In attesa di un segnale di apertura Le inviamo distinti saluti

Marcello Dell’Eva del Movimento Vegetariano No alla Caccia
Massimo Comparotto OIPA Italia
Massimo Vitturi LAV Settore fauna selvatica
Antonio Russi ENPA sezione di Rovereto
Giusi Ferrari ANIMALMENTE Trento


Vuoi saperne di più su Jurka e sulle sua odissea, clicca QUI

venerdì 30 novembre 2007

In Austria scomparsi 20 esemplari di orso

Mancano all'appello circa 20 orsi bruni dalle Alpi austriache: a lanciare l'allarme è l'ufficio locale del Wwf, che non esclude una pista "illegale". Sul caso stanno indagando le autorità del Paese, assieme a ecologisti e cacciatori, dopo che diversi mesi fa l'associazione animalista ha fatto scattare l'allarme. E' stato il Wwf infatti, che tiene sotto controllo la popolazione dei plantigradi dell'area attraverso le analisi genetiche della pelliccia e delle feci, a far notare che dalla regione montagnosa dell'Austria centrale sono scomparsi numerosi esemplari. "O gli orsi sono scomparsi di morte naturale, o sono andati da qualche parte, o è successo qualcosa di strano, non possiamo escludere azioni illegali", ha avvertito Christoph Walder, che dirige il progetto orso bruno del Wwf-Austria.


giovedì 29 novembre 2007

Il calendario dell'orso Bernardo (2)

Ho chiamato questa mattina la CARSA e ho chiesto se c'era la possibilità di ordinare dei calendari per tutti gli amici del blog che non hanno avuto la possibilità di acquistarlo. La centralinista (molto gentile) mi ha spiegato che il progetto del calendario è stato possibile grazie al quotidiano locale "il Centro" e quindi che il calendario poteva essere venduto SOLO in allegato al giornale.
Questo significa che la CARSA non può rendere disponibile il calendario per tutti gli amici del Blog dell'OrsoBruno
(eravate circa una trentina a volerlo).
Ho chiesto anche se era in programma una ristampa del calendario, ma la risposta è stata, ovviamente, negativa. Io ho fatto tutto il possibile per fare in modo che Bernardo entrasse anche nelle case al di fuori dell'Abruzzo...un saluto a tutti

OrsoBruno

martedì 27 novembre 2007

Il calendario dell'orso Bernardo...chi lo ha perso?

Mi state sommergendo con richieste su dove trovare il calendario dell'orso Bernardo: purtroppo era in allegato al quotidiano abruzzese "il Centro" di sabato scorso e temo quindi che non sia più disponibile. Ho contattato la CARSA, la casa editrice che lo ha pubblicato, chiedendo se fosse possibile richiedere alcune copie. Spero di avere prossimamente notizie. Intanto vorrei sapere quanti di voi vorrebbero averne una copia in modo tale da comunicare alla CARSA, in caso di risposta positiva, il numero totale di copie da rendere disponibili.
Fatemi sapere se siete disposti a richiedere una copia del calendario al mio indirizzo personale (enzocerasani@libero.it), indicando come oggetto dell'email "Richiesta calendario". Se volete inserite anche i vostri dati anagrafici e le copie che desiderate.

A presto

OrsoBruno

!!!AGGIORNAMENTO!!!

Come segnalato in un commento, il calendario può essere trovato in versione .pdf

lunedì 26 novembre 2007

Richiesta a tutti i lettori del blog

Ho ricevuto una mail da Sonja, laureanda in veterinaria ed appassionata (come molti di noi) di orsi.

Sonja ha perso la puntata di domenica di "Linea Verde" e qualcuno di voi potrebbe aiutarla.

Chi di voi ha registrato il programma?
Se qualcuno di voi ha la registrazione o riesce a trovare il video sul web (youtube, raiclick.it ecc.) me lo faccia sapere.

Grazie mille a tutti!
Ciaoooooo!

Anche Bernardo ha il suo avvocato

Parla per la prima volta l'avvocato "dell'orso", Eraldo Stefani, attraverso il quale il Wwf si è costituito "persona offesa" e quindi già presente nella fase procedimentale davanti al pubblico ministero. In sostanza il Wwf può così entrare in azione con una difesa investigativa quando ancora l'indagine si trova in Procura.
«Un sistema per allontanare lo spettro dell'errore giudiziario e che consente - tiene a puntualizzare subito l'avvocato Stefani - di essere ancora più in linea con la Procura». E sul fronte indagini sembrano non esserci novità dopo la notizia delle perquisizioni effettuate negli ultimi due giorni. Secondo alcune voci ci sarebbero degli indagati ma la notizia non ha trovato oggi fondamento. Il Tg5 ha confermato che la persona iscritta nel registro degli indagati sarebbe solo una, ma la Procura di Sulmona e Avezzano non smentiscono e non confermano. Intanto il Wwf vuole fare la sua parte.
«La finalità della difesa investigativa è la stessa della Procura, trovare la verità», afferma Stefani sottolineando che «entrare nella fase procedimentale con la nomina di difensore della persona offesa significa puntare allo stesso obiettivo, quello di accertare i fatti e laddove possiamo dare un contributo lo consegniamo nelle mani dell'Autorità». «Nella difesa della persona offesa - spiega ancora Stefani, classe '49, nato a Pratovecchio, in provincia di Arezzo, e che esercita la sua attività a Firenze - si può meglio operare e si può contribuire il più possibile all'accertamento della verità senza nulla togliere all'operato delle forze di polizia e alla stessa Procura della Repubblica che, nel caso degli orsi, sta operando in modo egregio». «Il nostro - aggiunge Stefani – è un percorso che non tocca assolutamente il percorso principale».
L'avvocato dell'orso («ma anche di tutti gli altri animali», assicura) non è la prima volta che prende le parti dell'ambiente con la formula della persona offesa. Tante le volte in cui con il Wwf si è costituito parte civile nei processi, ma solo due i casi in cui ha scelto la difesa investigativa: l'inceneritore di Ferrara e l'orso Bernardo e compagni.
Il difensore della persona offesa opera insieme a un pool di esperti, tra cui il criminologo e l'investigatore, riferisce ancora Stefani che dice di non conoscere le investigazioni della Procura e di avere «conoscenze giornalistiche su alcuni elementi emersi in questi giorni». E proprio in merito alle indagini relative all'uccisione il mese scorso, di tre orsi e due lupi, si ricordano le numerose perquisizioni compiute negli ultimi due giorni nell'area del territorio del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. L' attività investigativa, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano Guido Cocco, ha consentito di reperire materiale ritenuto «molto interessante» per le indagini. Nei giorni scorsi gli investigatori avevano ascoltato diverse persone, alcune delle quali ritenute a conoscenza di particolari utili per identificare chi ha ucciso gli animali.

Fonte: PrimaDaNoi.it

Primavera precoce, orsi a rischio

La primavera precoce nell’artico causata dal riscaldamento globale uccide gli orsi bianchi al ritmo del 5% per ogni settimana di anticipo della rottura dei ghiacci. Lo hanno scoperto i ricercatori del Canadian Wildlife Service con uno studio sulla popolazione di orsi della baia di Hudson, in Canada, pubblicato dal Journal of Wildlife management, secondo cui ad essere colpiti sono gli esemplari più giovani e più anziani.
Dal 1984 i biologi canadesi catturano ogni anno una parte degli orsi polari della baia dotandoli di trasmettitori e tatuaggi per poterli riconoscere l’anno successivo. Secondo i dati, in due decenni si è perso il 20% della popolazione.
Mettendo in relazione la diminuzione con la data di rottura della calotta di ghiaccio su cui vivono questi animali, gli esperti hanno trovato che per ogni settimana di anticipo la perdita nella popolazione arriva fino al 5%. «Gli orsi accumulano il grasso all’inizio della primavera - spiega un esperto - dando la caccia alle foche. Negli anni in cui il ghiaccio si rompe prima i peggiori cacciatori non riescono a catturarne abbastanza». Questa analisi è confermata da altri studi effettuati in passato.

Bai Yun e Gao Gao: i panda giganti più prolifici del mondo

Il segreto della felicità matrimoniale di Bai Yun e Gao Gao è la lontananza. I due panda giganti dello zoo di San Diego, in California, sono tra i più prolifici tra gli animali in cattività di tutto il mondo: dal 2003 hanno avuto 3 cuccioli, un record se si considera che per 363 giorni l'anno i due esemplari fanno vite separate. I panda sono notoriamente animali solitari e concepiscono raramente dei cuccioli, in particolar modo in situazioni di cattività.
"Per la maggior parte dell'anno non vogliono avere a che fare l'uno con l'altro " assicura Ron Swaisgood, coordinatore dell'unità di ricerca dello zoo. ma quando Bai Yun (Nuvola Bianca) entra nel suo periodo fertile, gli operatori dello zoo si affrettano a riunire la coppia per concedere loro qualche momento di intimità. Dopo due giorni, i due vengono riportati nelle rispettive aree del parco, per rivedersi soltanto l'anno successivo.
Il primogenito di Bai Yun è nato nel 1999 da inseminazione artificiale. Shi Shi (Pietra) è diventato così il primo panda gigante a nascere negli stati uniti dopo molti anni. La situazione è cambiata nel 2003, quando a San Diego è arrivato dalla Cina Gao Gao (Grande Grande). Gli incontri della coppia sono iniziati e lo stesso anni è nato il primo figlio maschio, seguito nel 2005 da una femminuccia. All'ultima nata, secondo la tradizione cinese, verrà dato un nome lunedì, al compimento dei 100 giorni di vita.

Mostra: "Orsi e scimani: sciamanesimo e culto dell'Orso tra le popolazioni artiche"

Ecco un consiglio per tutti gli amici della Toscana e per tutti coloro che hanno la possibilità di essere nei pressi di Firenze dal 30 Novembre: una mostra sul rapporto fra orso e sciamanesimo, teme assai caro al Blog dell'OrsoBruno. Nell'allestimento della mostra si sviluppano i temi dello sciamanesimo tra i popoli del nord, insieme alla pratica del culto dell'uccisione rituale dell'orso, diffusa dalla Europa all'Asia artica fino agli Ainu di Hokkaido. Il progetto prende origine dalla presenza di un ricco materiale, anche documentario, presente nella sezione di Antropologia e Etnologia del Museo di Storia Naturale insieme ad altri reperti provenienti da collezioni finlandesi. Gli oggetti presenti costituiscono una testimonianza etnologica rarissima. I molteplici cambiamenti politici e sociologici che hanno interessato quei popoli e quei territori, hanno portato alla scomparsa di molti oggetti, che invece si trovano conservati a Firenze.
Molti reperti e documenti provengono da alcuni viaggi intrapresi nella seconda metà dell'ottocento da Stephen Sommier e Paolo Mantegazza. I due scienziati viaggiarono insieme attraverso la Lapponia nel 1879. Nel 1880 Sommier intraprese un altro viaggio verso nord che lo avrebbe portato a conoscere la parte della Siberia artica. Gli Ainu di Hiokkaido sono documentati con i rarissimi reperti della collezione Fosco Maraini. La mostra "orsi e sciamani", seppur indirettamente, tocca il problema dei cambiamenti climatici e dell'uso smodato che l'uomo fa del territorio e delle risorse naturali.

ORSI E SCIAMANI: sciamanesimo e culto dell'Orso tra le popolazioni artiche.
Mostra promossa da:
Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze
Università di Helsinki
Università della Lapponia, Rovaniemi

Luogo:
Salone Mostre del Museo di Storia Naturale - Firenze B.go Albizi, 28

Inaugurazione:
30 novembre 2007 ore 17.00

Durata:
dal 30 novembre 2007 al 29 febbraio 2008

Orario di apertura:

da lunedi a venerdi, dalle ore 10.00 alle ore 14.00
sabato dalle ore 10.00 alle ore 22.00
domenica dalle ore 10.00 alle ore 20.00

L'ingresso alla mostra è gratuito

sabato 24 novembre 2007

Gli orsi abruzzesi domani a "Linea Verde"

Gli orsi e i lupi del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise saranno i protagonisti della puntata di ''Linea Verde - In diretta dalla natura'' in onda domani alle 12.20 su Raiuno. Massimiliano Ossini e Veronica Maya si troveranno nell'area protetta dove, nelle scorse settimane, sono stati ritrovati tre orsi e due lupi morti, probabilmente per mano di bracconieri.A Villavallelonga in provincia dell'Aquila la zoologa del Parco, Roberta Latina e il veterinario e responsabile della guardie del parco, Leonardo Gentile, spiegheranno quanto accaduto lo scorso mese di ottobre e parleranno di due orsi che, per motivi diversi, non possono piu' tornare in liberta'. Si tratta di Yoga, una femmina di 15 anni e di Sandrino, un maschio di 25 anni, chiamato cosi' in onore dell'ex presidente della Repubblica, Sandro Pertini che nel 1982 si appassiono' alla sorte dell'animale, all'epoca malato di gastroenterite.

Mi raccomando domani tutti davanti alla TV a vedere i miei due orsi preferiti!!!!

Ecco il calendario di Bernardo

Questa sera, al rientro dal lavoro, ho trovato sul tavolo una gradita sorpresa. Il calendario dell'orso Bernardo. Rompo il resistentissimo involucro di plastica e sfoglio trepidante le sue pagine patinate. La seconda e la terza pagina portano la testimonianza di personaggi legati in qualche modo all'orso e a questa iniziativa. Dacia Maraini, Luigi Vicinanza (direttore de "il Centro"), Giuseppe Rossi (Presidente del PNALM), Roberto Di Vincenzo (Presidente CARSA Spa) e Franco Caramanico (Assessore regionale ai parchi). L'intervento sicuramente più apprezzato è quello di Di Vincenzo. Le due righe scritte da Rossi non mi hanno entusiasmato, così come il testo dell'assessore Caramanico a parere mio pieno solo di retorica.
Riporto per intero il testo della Maraini, legata all'Abruzzo e agli orsi con filo doppio, rapporto che si ritrova anche nel suo libro "Colomba".

L'orso è un animale bello ed intelligente.
Ce n'erano tanti in questi boschi marsicani.
Li hanno sterminati tutti nei secoli. Assieme ai magnifici boschi centenari,
bruciano vilmente. Vogliamo ridurci noi,
soli uomini in mezzo a un mare di cemento,
senza più animali selvatici, senza più un moscerino,
senza più un frutto che non sia di plastica?
Trovo scandaloso che ancora non si sia trovato
il responsabile dell'uccisione degli orsi del Parco.
Questo mutismo, questa omertà mi ricordano la Sicilia
e i suoi silenzi complici. L'uomo non è cacciatore,
è stupido e vanitoso. Crede di avere diritto a sterminare
tutto ciò che sta sulla faccia della terra.
E non sa che facendo fuori tutti gli animali non utili,
uccide un poco della sua povera anima.
Si ritroverà solo, in un deserto ventoso,
a piangere lacrima di coccodrillo, quando sarà troppo tardi.

Il calendario presenta dodici foto di buona qualità (chi volesse visionarle può collegarsi qui) e non riproducono logicamente l'orso Bernardo, ma tanti altri suoi compagni che come lui sono in pericolo.
I fotografi sono Marco Melodia, Marco Branchi, Giorgio Marcoaldi, Alberto Cambone e Roberto Isotti.

venerdì 23 novembre 2007

Gli orsi vanno a dormire, le preoccupazioni restano

Questi giorni gli orsi bruni delle Alpi si preparano per il letargo. Passeranno la stagione invernale principalmente in caverne che lasceranno di tanto in tanto per brevi escursioni all'esterno. Con la fine dell'anno il WWF con il suo programma europeo Alpi fa un riassunto della situazione.“Siamo lieti che nel 2007 alcuni orsi dal Trentino si siano spostati in Svizzera e Austria, nel triangolo tra Val Venosta, Cantone dei Grigioni e Tirolo occidentale – commenta Joanna Schoenenberger responsabile del progetto orso del WWF Programma europeo Alpi – ma siamo preoccupati dal fatto che negli ultimi due anni alcuni orsi siano scomparsi. Non ci sono indicazioni su dove siano almeno 5 orsi e non si possono escludere azioni di bracconaggio. L'orribile avvelenamento di 3 orsi marsicani nel parco nazionale d'Abruzzo indica che molto deve essere ancora fatto per far accettare la presenza degli orsi tra gli abitanti”.“ Gli orsi come gli altri grandi carnivori, lupo e lince, devono ricevere maggiori attenzioni, occorre varcare i confini e pensare a livello di tutte le Alpi, non solo quelle italiane. Occorre lavorare in modo coordinato di concerto con il Ministero dell'Ambiente e le amministrazioni locali interessate per far capire quanto la presenza dell'orso in un territorio sia il segno della riqualificazione di tutta un'area e rappresenti specialmente a livello turistico un valore inestimabile. Ci auguriamo che il programma PATOM Piano d'azione per la tutela dell'Orso marsicano venga fortemente rafforzato e che la conservazione dell'orso marsicano diventi una priorità per le amministrazioni coinvolte.- dice Massimiliano Rocco responsabile specie WWF Italia.
Oggi con una stima per il marsicano di 40-45 individui si deve agire puntualmente, non c'è più tempo per le chiacchiere. Vanno prese decisioni anche se impopolari, bloccando ad esempio quelle infrastrutture che consumando il territorio possono compromettere la conservazione di questa specie” .
Escludendo il Trentino, la popolazione degli orsi bruni nelle Alpi orientali non gode di buona salute.
“La situazione degli orsi avrebbe già dovuto migliorare secondo quanto stabilito dalle linee guida dell'Unione Europea. – spiega la Schoenenberger .
Gli stati membri sono obbligati dalla direttiva Habitat a proteggere gli orsi in Europa e assicurarne la conservazione. Oggi la situazione degli orsi bruni, di cui si contano 38 presenze nelle sole Alpi orientali, è critica”.
Un dossier del 2007 steso da WWF, Istituto austriaco di ricerca ecologica della fauna selvatica, Università di Frigurgo-Germania, mostra che si sarebbero abbastanza habitat adatti agli orsi in Austria, Bavaria, Italia e parte della Svizzera e Slovenia. “E' quasi troppo tardi. Se i paesi europei alpini non lavorano da ora insieme per proteggere seriamente gli orsi, allora li perderemo per la seconda volta”.
Esistono tre piccole popolazioni di orsi bruni nelle Alpi orientali in Slovenia, Trentino e Austria. Si stimano 8-10 maschi nelle Alpi slovene. Questi attraversano saltuariamente i confini con la Carinzia –Austria. Alcuni orso “trans-frontalieri” si osservano anche nelle Alpi e Prealpi Giulie, in Friuli-Venezia Giulia.
Quest'anno nell'Austria centrale solo 3-4 orsi sono stati registrati da ricerche scientifiche. In Austria quasi 20 orsi sono scomparsi solo negli ultimi anni, una situazione in cui eventuali abbattimenti illegali non sono da escludere. Solo in Trentino è strutturato un protocollo gestionale che ha permesso fino ad oggi la sopravvivenza di una popolazione ancora minacciata di circa 25 orsi (giovani e piccoli inclusi), che vivono nella zona del Parco Naturale Adamello Brenta e territori circostanti. Oltre a Bruno – JJ1 nel 2006 anche nel 2007 alcuni orsi hanno raggiunto con lunghi spostamenti la Lombardia, il Sudtirolo, il Veneto, la Svizzera e l'Austria. Per migliorare il loro patrimonio genetico è necessario il collegamento tra queste piccole popolazioni. Per raggiungere gli obiettivi europei, ovvero uno status di conservazione favorevole per gli orsi alpini, secondo il WWF le naturali migrazioni degli orsi sloveni verso il nord-ovest vanno supportate.
Inoltre le più consistenti popolazioni di orsi nelle zone a sud delle Alpi slovene, stimate tra i 300 e i 700 animali, devono essere protette. Per questo il WWF sta cercando un collaborazione a livello internazionale tra conservazionisti, scienziati, autorità e popolazioni locali.
Una efficiente gestione è la base per la comprensione e l'accettazione degli orsi da parte della popolazione.
In Trentino Alto Adige un piano di gestione organizza tutti gli interessi in gioco per la coesistenza di uomini e orsi già da parecchi anni. Nel 2007 il piano è stato adattato ed esteso alle altre regioni dove sono presenti gli orsi bruni (PACOBACE). Il personale Forestale e gli Agenti di Polizia Provinciale sono disponibili in caso di danni, o per analizzare le difficili situazioni causate dagli orsi e per prendere adeguate contromisure. Ad esempio quando gli orsi arrivano troppo vicino agli insediamenti umani possono essere allontanati con proiettili di gomma o piccoli petardi perché imparino a stare lontani dagli uomini.
Con queste azioni vengono minimizzate le potenziali situazioni pericolose di coesistenza tra uomo e orso. Per i danni provocati dagli orsi agricoltori, apicoltori e allevatori ottengono compensazioni.
Il WWF mette a disposizione inoltre i suoi “avvocati dell'orso”, ovvero esperti per azioni di comunicazione e con funzione di mediatori culturali in affiancamento agli operatori pubblici.

Fonte: www.vita.it

Per Knut un fratellino per Natale

Prima di Natale il celebre orso ripudiato dello Zoo di Berlino riceverà in dono un bel fratellino. Le orse polari del giardino zoologico della capitale tedesca, Nancy, Katjuscha e la mamma di Knut Tosca, sono incinte. Lo ha confermato il veterinario Andreas Ochs alla Berliner Zeitung (Bz): "Le nostre femmine sono incinte. Sono tutte state inseminate dal nostro orso Lars - ha precisato, aggiungendo: "Le nuove leve nasceranno nelle prossime quattro settimane". I visitatori non si sono nemmeno resi conto dei prossimi lieti eventi: "Alle femmine non cresce il pancione, il bimbo è troppo piccolo", ha spiegato il dottor Ochs. Thomas Doerflein, il "padre adottivo" del famoso cucciolo di orso polare, si occuperà del nuovo arrivato. Con Knut, non più un cucciolo, vige ora il divieto di coccole. L'animale è infatti ormai troppo pericoloso anche per Doerflein.

giovedì 22 novembre 2007

Per non dimenticare...

(Cliccate sull'immagine per ingrandirla)

IL CALENDARIO 2008 DELL'ORSO BERNARDO

"Vogliamo far sapere a tutti che l'orso Bernardo, abitante del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, è stato ucciso. Facciamo che questo non accada più. Facciamo entrare un orso nelle nostre case, con un calendario. 1 Euro per ogni calendario venduto servirà ad acquistare attrezzature a difesa delle greggi, delle colture e quindi degli orsi, AIUTIAMOCI, SALVIAMO GLI ORSI.

mercoledì 21 novembre 2007

Restano in vita solo 40 orsi marsicani

Per l’orso marsicano siamo oltre l’allarme.«Dai dati che abbiamo, sono circa quaranta gli orsi in vita nel Parco d’Abruzzo. Una popolazione che si è ridotta se confrontata coi dati scientifici di venti anni fa». Le parole di Luigi Boitani, ordinario di biologia animale dell’Università La Sapienza, testimoniano il pericolo reale d’estinzione cui è esposto il più grande predatore italiano, che vive ancora libero nei boschi del Parco storico.
Ieri pomeriggio nella sede del PNALM si è svolto un forum promosso dall’Ente, dal quotidiano Il Centro e dalla casa editrice Carsa.
L’allarme sul rischio estinzione dell’orso ha caratterizzato il dibattito per due motivi: primo l’autorevolezza della voce da cui arriva, il professor Boitani è considerato uno dei maggiori esperti nazionali per quanto riguarda gli orsi ed in particolare quello Marsicano. Secondo, i numeri che ha illustrato, testimoniano, se ancora vene fosse bisogno, la gravità di quanto è accaduto lo scorso autunno. Tre orsi uccisi col veleno, tra i quali una femmina in età riproduttiva, rappresentano l’8 per cento della popolazione complessiva. Che fare per evitare la catastrofe cui, altrimenti, appare destinata la specie dell’orso marsicano?

Boitani non ha dubbi. «Credo che sia finito il tempo dei compromessi. Se si vuole salvare l’orso, si deve avere anche il coraggio di scelte decise e costose sul piano dei consensi. D’altra parte con 40 orsi in vita c’è poco da dire, parlano i numeri».
La ricetta del professor Boitani punta a ricreare condizioni di vita più naturali possibili per i plantigradi, che vivono all’interno e tutt’intorno al Parco d’Abruzzo.
Tre sono le cose da fare subito senza perdere ulteriore tempo. «Prima di tutto dobbiamo ricondurre sotto controllo il disturbo antropico che viene arrecato agli orsi. In altri termini, in alcune zone delicate ci sono troppi turisti che si muovono in maniera incontrollata. Creando quel disturbo che contribuisce ad allontanare gli orsi dal loro territorio. Questo» sottolinea Boitani «non vuol dire meno turisti nel parco, ma solo che dovono muoversi in maniera guidata. Oggi invece avviene il contrario».
I pericoli maggiori arrivano per l’orso dalla stagione estiva, quella delle escursioni: «Crea meno problemi la stagione invernale, quella degli sciatori, perché in quel periodo gli orsi dormono». Osserva Boitani.
Secondo grosso problema: «La caccia nelle aree di periferiche del Parco. Devo dire che l’attività venatoria, in quanto tale, è compatibile con la presenza dei parchi, ma occorre che si regolata. Oggi il vero problema arriva proprio dalle battute di caccia al cinghiale, fatte in gruppo e con molti cani al seguito. Un tipo di battuta “la cinghialata” che crea un pesante disturbo».
Terzo problema, quello della zootecnia. Che negli ultimi 20 anni è cambiata in maniera radicale, rispetto alla secolare struttura dei pastori e delle greggi che convivevano perfettamente con orsi e lupi. «Oggi gli allevamenti di mucche e cavalli» osserva Boitani «hanno preso il posto di quelli delle pecore. La differenza della nuova zootecnia, rispetto ai vecchi allevamenti di pecore, è enorme: siamo passati dalla presenza quasi discreta dei pastori dietro le greggi, ad un tipo di allevamento che lascia animali liberi sul territorio, senza controllo, anche per diversi giorni. Assistiamo così a una presa arrogante del territorio da parte di questi nuovi allevatori. Anche qui occorre ricondurre il fenomeno dentro l’alveo e sotto il controllo degli organi preposti».

lunedì 12 novembre 2007

A rischio estinzione sei specie su otto di orsi

La più piccola specie di orso del mondo, l’orso malese (Helarctos malayanus) è stato classificato come “vulnerabile” mentre il panda gigante (Ailuropoda melanoleuca) resta nella categoria “in pericolo”: sono questi i principali risultati per quanto riguarda l’aggiornamento 2007 della Lista rossa dell’Iucn relativa alle specie di “orsi”. L’orso malese, che vive nel sud-est asiatico, Sumatra e Borneo, é finito nella Lista Rossa per i dati insufficienti che si hanno sulla consistenza delle sue popolazioni.
«Benché abbiamo ancora molto da apprendere riguardo all’ecologia e alla biologia di questa specie – spiega Bob Steinmetz, co-presidente dell’equipe di esperti sull’orso malese del Gruppo orsi Cse/Iucn – siamo del tutto certi che abbia dei problemi. Stimiamo che gli orsi malesi siano diminuiti di almeno il 30% nel corso degli ultimi 30 anni (tre generazioni di orsi) e che il declino prosegua allo stesso ritmo. La deforestazione ha ridotto la superficie e la qualità del loro habitat. Dove l’habitat è oggi protetto, il bracconaggio commerciale resta una minaccia significativa. Opereremo con i governi, i gestori delle aree protette, i gruppi implicate nella conservazione e le popolazioni locali per tentare di impedire l’estinzione di orsi».
Anche se la caccia agli orsi é illegale in tutta l’Asia del Sud, gli orsi pagano un grosso tributo ai bracconieri che sfruttano i minimi rischi corsi e i massimi profitti della vendita di parti di questi animali utilizzate nella medicina tradizionale. Ma gli orsi vengono abbattuti anche non appena si avvicinano ai villaggi rurali perché considerati una minaccia per i raccolti, gli animali di allevamento e le persone.
Il 10 novembre, il gruppo di specialisti degli orsi riunito a Monterrey, in Messico, ha definito lo status di sette specie di orso: Le specie “vulnerabili includono l’orso nero asiatico e l’orso lippu, che vive ormai solo in India, visto che ormai potrebbe essere estinto in Bangladesh, e rischia la completa estinzione in 10 anni, e l’orso andino, in america del sud.
L’orso bruno, l’ursidae più diffuso, non è classificato tra e specie minacciate su scala mondiale perché è presente in gran numero in Russia, Canada e Alaska ed in alcune regioni europee. Esistono però piccole popolazioni isolate a forte rischio come quelle marsicane in Italia(sigh!) o gli orsi bruni dell’Asia centrale ed anche i “grizzly” dell’America del Nord sono considerati “minacciati” nell’U.S. Endangered Species Act.
Nel 2006, l’orso polare è stato classificato come “vulnerabile” nella Lista Rossa Iucn, tecnicamente “marino” l’orso bianco si distingue dalle altre sette specie terrestri ed è controllato da un Gruppo di specialisti distinto dell’Iucn.
Tra le 8 specie d’orso, solo l’orso nero americano è in sicurezza in tutto il suo areale (Usa e Messico), i 900 mila orsi neri americani sono più del doppio del numero di tutti gli orsi delle altre specie messi insieme.
Per conoscere i criteri di classificazione dell'IUCN e la scorsa classificazione clicca QUI.

Cina, i panda giganti potrebbero restare senza cibo

I panda giganti che vivono nelle selvagge e nebbiose montagne della Cina sudoccidentale rischiano di restare senza di cibo perchè le piante di bambù, principale elemento della loro dieta, si avvicinano alla fine del loro ciclo vitale. Lo hanno reso noto oggi i media. Yang Xuyu, il deputato capo della Wild Animal Preservation Station dell'ufficio boschivo provinciale, responsabile del monitoraggio di 24.000 ettari di bambù, ha lanciato l'allarme durante una conferenza sui panda ieri. "Nove varietà di bambù sono fiorite in 14 contee di Sichuan dal 2005, che fornisce il 30% del bambù mangiato dai panda", ha spiegato Yang ai media. "Nessun panda è morto di fame. Ma mentre l'area della fioritura del bambù si allarga, dovremmo tenere d'occhio le scorte di cibo dei panda". La regione montagnosa ha assistito a un'estensiva fioritura del bambù nel 1984 e 1987, quando le piante sono fiorite e poi morte e centinaia di animali sono morti di fame. I panda mangiano circa 20 specie di bambù. Un centro di ricerca per animali in pericolo nella provincia occidentale di Shaanxi ha condotto test per aiutare i panda ad ampliare le loro abitudini alimentari.

Strage orsi, «si avvii una inchiesta europea»

L'associazione 'Gruppo Orso Italia', composta da specialisti e ricercatori, spera in un'inchiesta della Commissione Europea che faccia chiarezza in merito alla morte dei tre orsi nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.
A più di un mese dalla morte degli animali al Parco Nazionale l'associazione chiede che venga fatta piena chiarezza su tutti i decessi. L'idea è quella di aprire una inchiesta europea che assicuri alla giustizia tutti i responsabili.
«La speranza», ha spiegato l'associazione in una nota diffusa alla stampa, «è che procedano ad acquisire documenti e testimonianze in proposito, disponendo anche immediate ed ulteriori perizie giudiziali.
Magari senza coinvolgere Parco e Forestale, divisi anche al loro interno, ma senz'altro tra gli attori principali sulla scena di questa tragedia all'italiana».
Gli associati del Gruppo fanno notare che «l'ipotesi più sorprendente è quella dei due orsacchiotti trovati morti oltre ai tre di cui la stampa si è ampiamente occupata, la cui uccisione è stata attribuita dal Pnalm a un maschio in amore.L'epoca degli amori cade in primavera», ricorda l'associazione. «Anche ammesso e non concesso che i due orsacchiotti siano stati uccisi a quell'epoca, in autunno si sarebbero potuti ritrovare solo resti miseri, qualche ciuffo di peli e un poco di ossa».
Sulla notizia del via libera all'applicazione del radiocollare agli orsi che ne sono sprovvisti, gli specialisti dell'associazione affermano che «vi sono altre ragioni che inducono a temere per il futuro dell'orso, e tra queste spicca una singolare anomalia: proprio quella ricerca scientifica, che avrebbe dovuto far piena luce sulla situazione, raccogliendo informazioni e dati per coadiuvare l'azione di tutela e invece sta diventando troppo invasiva. Consiste, infatti, soprattutto in catture, analisi genetiche, radiocollari, controlli satellitari, visibilità mediatica, pubblicazioni e carriere; in altre parole, sembra finalizzata al benessere del ricercatore, piuttosto che alla salvezza del plantigrado».